psicoterapia

Cos’è la Psiconcologia?

14673670413_3925b336bc_zRicevere una diagnosi di cancro è uno tra gli eventi più dolorosi e traumatici che possano accedere nella vita di una persona, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Nonostante l’avanzamento della ricerca e le recenti scoperte in materia di oncologia, la valutazione del cancro rappresenta ancora oggi nell’immaginario collettivo e nel vissuto soggettivo della persona ammalata, un processo lento e inesorabile che conduce a dolore e sofferenza e che si conclude inevitabilmente in maniera infausta.

Poche altre malattie hanno conseguenze così dilatate e invalidanti da generare ripercussioni su tutte le dimensioni della vita dell’individuo.

La reazione alla diagnosi e alla malattia, spesso infatti, devia da quello che è il normale processo di adattamento al trauma o alla crisi. Così la percezione di avere una patologia a minaccia per la vita, può favorire l’esacerbarsi di caratteristiche della personalità dell’individuo amplificando vissuti ansiosi o ipocondriaci oppure favorendo lo slatentizzarsi di disagi psicologici preesistenti che si manifestano nella vita quotidiana sotto forma di attacchi di panico, insonnia, fobie, vere e proprie sindromi isteriche, quadri ossessivi ecc.

Il corpo non è più vissuto come prima: la trasformazione dovuta alle modificazioni organiche derivanti dalla neoplasia, e quella dovute degli effetti diretti e indiretti delle cure, causa uno stato di malessere e disagio psicologico che alimenta spesso percezioni distorte dell’immagine corporea.
Tali sofferenze hanno ricadute gravi sulla qualità della vita malato oncologico, sull’aderenza alle cure, sul modo di reagire alla malattia, sulla percezione soggettiva dei sintomi modulando l’evoluzione della patologia a scapito della stessa sopravvivenza.

Il dolore psicologico merita ascolto al pari del dolore fisico: ecco perchè è importante, laddove il disagio venga avvertito in maniera schiacciante, chiedere aiuto ad uno psiconcologo, ovvero uno psicologo che abbia competenze specifiche di oncologia.

La psiconcologia è una disciplina, di recente sviluppo, che si occupa, quindi, della gestione e valutazione degli aspetti psicologici e psicopatologici connessi alla malattia neoplastica e le sue implicazioni psico-sociali.

 

Barbara-Marinodott.ssa Barbara Marino

Psicologa e psicoterapeuta, esperta in psiconcologia

 www.yogaperilcancro.it

 

 

Immagine dell’articolo di lucahennig CC License/Flickr

Cos’è una psicoterapia?

6810854382_5a2e4d0d79_o-1050x788Una psicoterapia è un metodo terapeutico fondato sulla parola, attraverso il quale la persona affronta un disturbo psicopatologico: ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, disturbi dello sviluppo, sono solo alcuni esempi delle difficoltà che portano le persone a chiedere una aiuto specialistico.

Perché chiedere un aiuto specialistico? Perché il senso comune ha fallito e il problema non passa: la psicopatologia rimane invariata e resistente al cambiamento. Si diventa ‘succubi’ di un problema verso il quale ‘ricette’ ragionevoli non funzionano.

Il termine psicoterapia è composto dalla congiunzione di due parole: la radice “psiché” è tradotta come “anima” mentre la desinenza “therapeia” significa “cura”, quindi, in senso esteso, possiamo definire la psicoterapia come la “cura dell’anima”.

Nello specifico, la psicoterapia si pone l’obiettivo di permettere alla persona di ‘riconfigurare’ il disturbo, vederlo sotto un altra luce, consentendo una prospettiva che permette il cambiamento. Il sintomo, infatti, indica sempre un contesto di vita che va ri-costruito nei suoi più diversi aspetti e ha un significato e un senso, che non va negato, ma esplorato, al fine di avere delle indicazioni precise per superare concretamente un momento di vita difficile.

A differenza di altri approcci, la psicoterapia cognitiva post-razionalista è ‘pratico-attuativa’, ossia lavora su un piano concreto ed esistenziale, fornendo al paziente delle informazioni utili a ri-orientarsi nella propria vita e attraverso una serie di osservazioni e azioni ‘pratiche’ affrontare, ridurre e superare i propri sintomi.

Per fare questo, come in ogni cosa, serve un metodo e nel caso della psicoterapia post-razionalista è un metodo di osservazione della propria esperienza che porta a ‘rivelazioni’ sul modo, unico e personale, di affrontare e vivere i fatti di vita che quotidianamente ci accadono.

Come si svolge una psicoterapia?

Il percorso di cura viene concordato tra terapeuta e paziente definendone gli obiettivi e le finalità terapeutiche in modo preciso. Il percorso si articola e si definisce di volta in volta in base ai risultati raggiunti. Gli incontri si articolano sulla base di una cadenza regolare, spesso settimanale, in cui il terapeuta offre al paziente strumenti di comprensione e di riconfigurazione dell’esperienza emotiva. Questi incontri sono finalizzati alla riduzione del sintomo e alla risoluzione e comprensione di disturbi psicopatologici di varia entità che vanno dal modesto disadattamento sociale, lavorativo, scolastico al disagio personale vero e proprio fino alla psicopatologia conclamata, dove la gravità della sintomatologia genera un’importante compromissione della vita quotidiana dell’individuo.

Gli strumenti della psicoterapia

La parola, il metodo, l’osservazione e la comprensione del modo, ossia la tonalità emotiva, che guida il nostro comportamento. Attraverso tecniche applicative il terapeuta aiuterà il paziente ad orientarsi nella comprensione di sé e nel riconoscimento delle proprie emozioni.

Spesso, si pensa alla psicoterapia come ad un procedimento lento, lungo e doloroso: Nulla di più sbagliato! La durata e l’esito della psicoterpia è il risultato di un lavoro congiunto e strategico (o pianificato) tra terapeuta e paziente, in cui il primo fornisce al secondo gli strumenti adatti di cui potersi appropriare per comprendersi meglio e superare un disagio.

Il paziente può ‘svoltare’, a volte in modo istantaneo, nel momento in cui accede alla tonalità emotiva che determina il disagio e ne capisce il senso. In ogni caso, tale osservazione ‘rivelatrice’ del senso dei propri sintomi cambia in modo sostanziale il proprio modo di vivere, rafforza la propria identità e riduce la sofferenza, perché ne individua l’origine, la traiettoria e il fine non in teorie astratte, ma nella propria vita ed esperienza.

Le persone, infatti, arrivano in psicoterapia, proprio perché non riescono a capire il sintomo, ossia il comportamento ‘insensato’ agito prima che ogni riflessione sia in grado di padroneggiarlo. L’approccio Post-Razionalista si concentra su tale processo, che a volte, quando la sofferenza è soverchiante, può essere co-adiuvato dall’utilizzo di psicofarmaci, anch’essi dati in modo sensato e tenendo conto dell’esperienza pratiche di vita dei pazienti.

Infine, la psicoterapia può essere utile anche per dipanare i più comuni e diffusi dubbi esistenziali, ovvero può aiutare non solo a guarire da un disturbo, ma a vivere al meglio delle proprie possibilità, riuscendo a godere a pieno dell’esistenza.

 

 

Foto: Matus Laslofi | CCLicense